Tartaruga di terra: specie, cura e letargo
Le specie di tartaruga di terra in Italia, recinto, alimentazione e una guida passo passo al letargo invernale, con le regole CITES.

Indice
La tartaruga di terra è uno degli animali da compagnia più longevi che si possano accogliere in casa: le testuggini europee, ricorda l'Ufficio federale svizzero della sicurezza alimentare e di veterinaria, possono vivere oltre 80 anni. Proprio per questo merita una scelta consapevole. In questa guida vediamo quali specie si incontrano più spesso in Italia, come organizzare il recinto e l'alimentazione e, visto che siamo a novembre, come accompagnarla nel letargo invernale senza rischi.
Nel linguaggio comune chiamiamo tartaruga di terra quella che i naturalisti chiamano testuggine terrestre. In Italia, secondo l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, vivono almeno 8 specie di testuggini e tartarughe, tra terrestri, d'acqua dolce e marine, e molte sono a rischio di estinzione.
Le tre testuggini terrestri mediterranee sono la testuggine di Hermann (Testudo hermanni), la testuggine greca (Testudo graeca) e la testuggine marginata (Testudo marginata). Sono animali erbivori che hanno bisogno di sole, spazio all'aperto e di un ciclo stagionale regolare, letargo compreso.
Le specie di tartaruga di terra in Italia
Conoscere la specie è il primo passo, perché da essa dipendono le esigenze dell'animale e anche la possibilità di farlo andare in letargo. La tabella riassume le informazioni principali.
| Specie | Presenza in Italia | Letargo |
|---|---|---|
| Testuggine di Hermann (Testudo hermanni) | Ambienti come dune sabbiose, boscaglie termofile, pinete costiere e leccete; stato di conservazione cattivo o inadeguato | Sì, come la maggior parte delle testuggini mediterranee |
| Testuggine marginata (Testudo marginata) | Sardegna, Toscana e Lazio, a causa di antiche introduzioni | Sì, come la maggior parte delle testuggini mediterranee |
| Testuggine greca (Testudo graeca) | Sardegna, a causa di antiche introduzioni | Dipende dalla provenienza: le forme nordafricane e della Turchia meridionale non vanno fatte andare in letargo |
| Testuggini tropicali (leopardo, sulcata, piedi rossi) | Specie esotiche allevate in cattività | No |
Fonte: ISPRA; Polizia provinciale di Bologna; Royal Veterinary College, linee guida sul letargo 2024.
Il recinto: sole, ombra e rifugi
Le testuggini europee dovrebbero vivere all'aperto giorno e notte, in un recinto con zone soleggiate e zone d'ombra. Le indicazioni veterinarie svizzere sulle testuggini europee consigliano uno spazio due o tre volte più grande del minimo previsto dalla loro legge e, per la testuggine di Hermann, una recinzione alta almeno 40 cm e interrata per circa 10 cm.
Il fondo ideale è calcareo e ghiaioso, con zone sabbiose e pietre grossolane; un terreno mosso, con piccoli dislivelli, rende il recinto più vario. Servono poi rifugi e nascondigli. Anche la composizione del gruppo conta: è meglio avere più femmine che maschi, ed è sconsigliato tenere insieme un solo maschio con una sola femmina oppure due maschi con una femmina.
Cosa mangia: erbe di campo, calcio e sole
La testuggine di Hermann è erbivora. La base ideale dell'alimentazione sono le erbe di campo, come tarassaco, piantaggine lanceolata, piantaggine maggiore e malva, offerte con varietà. La frutta va data solo di tanto in tanto, come piccolo extra, e la carne non va mai offerta. Solo pochi tipi di lattuga sono adatti e comunque non devono diventare il cibo principale.
Per il guscio e le ossa è fondamentale il calcio: un osso di seppia a disposizione aiuta, perché lattuga e molte erbe selvatiche non ne forniscono abbastanza. La vitamina D3, che permette di fissare il calcio, si forma solo con i raggi UV-B, ed è un'altra ragione per cui il sole diretto è indispensabile. Il fieno apporta fibre, mentre l'acqua fresca deve essere sempre presente in una ciotola bassa. Cambiare spesso il punto in cui si mette il cibo stimola l'animale a muoversi.
Il letargo della tartaruga di terra: come prepararla
Il letargo è un momento delicato e va preparato con qualche settimana di anticipo. Le linee guida del Royal Veterinary College di Londra raccomandano prima di tutto una visita veterinaria in autunno, eventualmente con l'esame delle feci per i parassiti, per escludere malattie nascoste prima dei mesi di digiuno.
Dopo il controllo si sospende il cibo, ma per la prima settimana la tartaruga resta al caldo, così da completare la digestione. In seguito la temperatura si abbassa gradualmente, di circa 5 °C a settimana. Nel frattempo si continua con i bagnetti almeno a giorni alterni, perché l'animale deve entrare in letargo ben idratato. Quando la temperatura corporea è scesa intorno ai 13 °C, la testuggine può essere trasferita nella scatola o nel luogo scelto per l'inverno.
Durante il letargo: temperatura e peso
L'obiettivo è una temperatura costante di circa 5 °C, entro un intervallo indicativo tra 2 e 9 °C. Il gelo è il vero pericolo: sotto lo zero l'animale rischia la cecità o la morte, per questo conviene usare un termometro di minima e massima. Le testuggini mediterranee possono svernare anche all'aperto, interrate in un'aiuola, ma solo se possono scavare abbastanza in profondità in un substrato adatto.
Il Royal Veterinary College descrive anche il metodo del frigorifero dedicato, che mantiene circa 5 °C. In questo caso la temperatura cambia da un ripiano all'altro, va controllata con una sonda e, poiché l'aria è secca e poco ricambiata, la porta va aperta per una trentina di secondi ogni giorno, con una ciotola d'acqua all'interno per l'umidità.
Il controllo più utile è la bilancia. Durante il letargo la tartaruga va pesata ogni una o due settimane: un adulto perde circa l'1% del peso iniziale al mese. Se la perdita supera l'8-10% c'è un problema, e l'animale va risvegliato subito e portato dal veterinario. Il letargo può durare da sei settimane, nei giovani che stanno imparando, fino a tre mesi.
Il risveglio in primavera
Al risveglio la tartaruga va riportata al caldo con calma. Si controllano naso, occhi e coda per individuare eventuali secrezioni, poi, dopo qualche ora a temperatura ambiente, si offre un bagno tiepido di almeno 30 minuti, anche due volte al giorno. È importante verificare che urini e che torni a mangiare, iniziando con cibi ricchi d'acqua. Se entro sette giorni non ha urinato o non ha mangiato, o se sembra malata, va portata dal veterinario senza aspettare.
Tartaruga di terra e normativa CITES
Le testuggini mediterranee non sono animali qualsiasi: la testuggine di Hermann, ad esempio, è sottoposta alla normativa CITES sul commercio delle specie protette. In Italia per molte testuggini del genere Testudo la nascita in cattività va denunciata entro 10 giorni al nucleo Carabinieri CITES competente, mentre per le specie dell'Allegato A del Regolamento (CE) 338/97 il modulo ufficiale prevede che il microchip delle testuggini sia applicato entro il primo anno di vita.
Moduli, certificati e indirizzi degli uffici territoriali sono raccolti nella pagina del Raggruppamento Carabinieri CITES. Prima di acquistare, ricevere in regalo o cedere una tartaruga di terra conviene rivolgersi all'ufficio CITES della propria zona per sapere quali documenti servono. E se trovate una testuggine in natura, lasciatela dove si trova: in caso di dubbio, contattate le autorità invece di portarla a casa.
Domande frequenti
Quanto vive una tartaruga di terra?
Le testuggini europee possono vivere oltre 80 anni. Accoglierne una significa prendersi un impegno di lunghissima durata.
Quanto dura il letargo?
Secondo il Royal Veterinary College il risveglio può avvenire da sei settimane, nei giovani, fino a tre mesi dopo l'inizio. Nel frattempo l'animale va pesato ogni una o due settimane.
Tutte le tartarughe di terra vanno in letargo?
No. La maggior parte delle testuggini mediterranee sì, ma le specie tropicali come la leopardo, la sulcata e la piedi rossi non devono andare in letargo, così come le forme nordafricane della testuggine greca.
Cosa fare se la tartaruga perde troppo peso durante il letargo?
Una perdita superiore all'8-10% del peso iniziale è un segnale d'allarme: la tartaruga va svegliata e portata subito dal medico veterinario.



Lascia un commento
Stai rispondendo a ·