Snapshot Europe, 100.000 osservazioni di fauna dalle fototrappole

È stato pubblicato il più grande archivio aperto di dati sulla fauna selvatica europea: Snapshot Europe raccoglie 100.000 osservazioni di mammiferi e uccelli registrate dalle fototrappole in oltre 1.000 località di 22 Paesi. Lo studio, uscito sulla rivista scientifica Ecology, riguarda i primi due anni del progetto, il 2021 e il 2022, e tra i dati ci sono anche quelli raccolti in Italia.
Come funziona il censimento con le fototrappole
Snapshot Europe è nato nel 2021 per iniziativa dell'Istituto Max Planck di comportamento animale, in Germania, insieme alla rete di ricerca Euromammals. L'idea è semplice: ogni anno, nello stesso periodo e con lo stesso protocollo, ricercatori e collaboratori di tutta Europa installano fototrappole in ambienti molto diversi. Le macchine fotografiche scattano da sole quando un sensore a infrarossi rileva un movimento.
Le immagini vengono caricate sulla piattaforma Wildlife Insights, dove un modello di intelligenza artificiale propone la specie e un esperto verifica la classificazione. Al lavoro hanno partecipato più di 160 specialisti di fototrappolaggio da 118 organizzazioni, tra università, istituti di ricerca, parchi nazionali, musei e associazioni per la conservazione.
Cervi in testa, e il procione anche in Italia
La specie fotografata più spesso è il cervo nobile, seguito a breve distanza dal capriolo. Molto frequenti anche il cinghiale, la volpe rossa e il coniglio selvatico. Tra i risultati c'è un dato che riguarda da vicino il nostro Paese: il procione, specie originaria del Nord America e quindi estranea alla fauna europea, è stato registrato in Germania, in Repubblica Ceca e in Italia.
Buone notizie, invece, dall'Appennino tosco-romagnolo. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si è classificato al primo posto per varietà di specie, con 15 specie documentate, tra cui cervi, tassi, lupi e martore.
Perché questi dati sono importanti
Un archivio comune, raccolto con metodi uguali in tutto il continente, permette di confrontare aree molto diverse e di seguire nel tempo come gli animali rispondono ai cambiamenti dell'ambiente e del clima. I dati sono ad accesso libero: chiunque si occupi di ricerca o di tutela della fauna selvatica può consultarli e usarli.
Fonti EurekAlert! · Max-Planck-Gesellschaft · Greenreport



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