Fauna

Volpe rossa: com'è fatta, cosa mangia e dove vive

Volpe rossa: aspetto, misure, alimentazione, tana, cuccioli e tracce. E come comportarsi se ne incontrate una in giardino o in città.

Volpe rossa che cammina tra le foglie secche d'autunno
Indice
  1. Volpe rossa: com'è fatta e come riconoscerla
  2. Dove vive la volpe in Italia
  3. Cosa mangia la volpe
  4. Famiglia e cuccioli, stagione per stagione
  5. Tracce, escrementi e altri segni
  6. Volpi in città e in giardino: cosa fare
  7. Malattie: la rogna e la rabbia
  8. Domande frequenti

La volpe è uno dei mammiferi selvatici più diffusi d'Italia e, allo stesso tempo, uno dei più difficili da osservare con calma. La volpe rossa (Vulpes vulpes) vive dalle coste alle montagne, frequenta boschi, campagne e periferie, e in autunno e in inverno diventa più facile da notare: i giovani nati in primavera si muovono in cerca di un territorio e, con l'arrivo dei mesi freddi, inizia la stagione degli amori. In questa guida vediamo come riconoscerla, cosa mangia, come vive la famiglia, quali segni lascia e come comportarsi quando la si incontra.

Volpe rossa: com'è fatta e come riconoscerla

La volpe ha l'aspetto di un cane di taglia media, ma più snello e leggero. Il muso è affusolato e appuntito, le orecchie sono grandi, le zampe relativamente corte. Il segno più caratteristico è la coda, lunga e molto folta.

Il colore più comune è il fulvo tendente al rosso, ma il mantello può essere anche rosso-bruno, grigio-bruno o grigio scuro. La pelliccia è folta e soffice e cambia aspetto con le stagioni. Secondo la scheda sulla volpe del Cantone Ticino, il corpo misura tra 65 e 80 cm, la coda tra 35 e 50 cm e il peso si aggira intorno ai 6 kg nei maschi e ai 5 kg nelle femmine.

CaratteristicaValore indicativo
Lunghezza del corpo65–80 cm
Lunghezza della coda35–50 cm
Altezza al garresefino a circa 40 cm
Pesocirca 6 kg (maschi), 5 kg (femmine)
Accoppiamentigennaio–febbraio
Gestazionecirca 7 settimane
Cuccioli per cucciolatain media 3–5
Territorioda 0,2 a 10 km², secondo l'ambiente e il cibo
Longevitàfino a circa 10 anni, ma pochi superano i 6

Fonte: Cantone Ticino, scheda Volpe; Riserva Naturale Regionale Bracciano-Martignano, scheda volpe.

Dove vive la volpe in Italia

La volpe rossa ha un areale enorme: è presente in tutta Europa, in buona parte dell'Asia e in Nord America. In Italia si adatta a quasi ogni ambiente: praterie alpine, boschi di conifere e di latifoglie, macchia mediterranea, pianure coltivate, valli fluviali e perfino città. In montagna può spingersi fino a circa 2.500 metri di quota, mentre è assente dalle isole minori.

In Sardegna vive una sottospecie propria, la volpe sarda (Vulpes vulpes ichnusae), più piccola delle volpi del resto d'Europa, con il corpo slanciato e la punta della coda bianca ben visibile.

La tana serve soprattutto per partorire e allevare i piccoli: può essere una galleria scavata nel terreno, una cavità sotto le rocce o tra le radici, oppure la tana di un altro animale. Negli altri periodi dell'anno la volpe riposa spesso all'aperto, nascosta nella vegetazione. A volte la convivenza è sorprendente: in uno studio nella Tenuta di Castel Porziano, vicino a Roma, i ricercatori hanno documentato con le fototrappole tane condivise da volpe, tasso e istrice, con ingressi e uscite di due specie diverse in quasi una tana attiva su quattro.

Cosa mangia la volpe

La volpe è un predatore opportunista e, all'occorrenza, onnivoro. Mangia insetti, lombrichi, rettili, piccoli roditori, uccelli e talvolta lepri o piccoli di capriolo, ma nella sua dieta entrano regolarmente anche frutti e bacche. Il fabbisogno indicato per un adulto è di circa mezzo chilo di cibo al giorno.

Il modo in cui caccia i topi è uno spettacolo: la volpe ascolta i fruscii sotto l'erba o la neve, compie un balzo di circa un metro e ricade in picchiata con le zampe anteriori sulla preda. Quando il cibo abbonda, ne nasconde una parte in piccole buche profonde 5–10 cm, da riaprire nei giorni successivi.

Vicino ai centri abitati la dieta cambia: le volpi cercano avanzi nei rifiuti, nei cumuli di compost e sotto le mangiatoie per uccelli, e cacciano topi e ratti.

Famiglia e cuccioli, stagione per stagione

La vita della volpe segue un calendario preciso. Gli accoppiamenti avvengono in pieno inverno, tra gennaio e febbraio: in quelle settimane, di notte o all'alba, si sentono i richiami e i latrati che servono ad attirare il partner e ad allontanare i rivali. Il richiamo più forte è una specie di urlo acuto che, al buio, può ricordare la voce di una persona in difficoltà.

Dopo una gestazione di circa sette settimane, tra metà marzo e metà aprile nascono in media da 3 a 5 cuccioli, ciechi e sordi. Nelle prime due settimane la madre resta sempre con loro, mentre il maschio porta il cibo. Dopo circa tre o quattro settimane i piccoli escono per la prima volta dalla tana e lo svezzamento si completa intorno ai due mesi.

In autunno i giovani sono ormai autonomi: alcuni restano vicino al gruppo familiare, altri partono alla ricerca di un territorio. La maturità sessuale arriva a 9–10 mesi, quindi molte volpi nate in primavera si riprodurranno già l'inverno successivo.

Tracce, escrementi e altri segni

Anche senza vederla, la volpe lascia molti indizi. L'impronta mostra un cuscinetto centrale e quattro dita ed è più allungata e meno tonda di quella di un cane. Le orme, inoltre, sono ben allineate una dietro l'altra, mentre il cane cammina spesso in modo più disordinato. Un trucco utile: se si traccia una piccola X sull'impronta e le linee non toccano i cuscinetti delle dita, è molto probabile che sia di volpe.

Gli escrementi sono attorcigliati, con un'estremità appuntita, lunghi circa 8–12 cm, e contengono spesso peli, frammenti di ossa, semi di frutta e resti di insetti. La volpe li lascia volentieri in punti ben visibili, come sassi o piccoli rilievi del sentiero, perché li usa, insieme all'urina dal forte odore, per marcare il territorio.

Volpi in città e in giardino: cosa fare

Le volpi che vivono vicino alle case si abituano in fretta alla presenza delle persone. La regola più importante è non dare loro cibo: la Mammal Society britannica sconsiglia di nutrire le volpi anche con alimenti innocui, perché le abitua all'uomo, e ricorda che il cioccolato è tossico per loro come per i cani.

  • Chiudete bene i bidoni dei rifiuti e non lasciate avanzi o crocchette all'aperto.
  • Non cercate di avvicinare o toccare una volpe, nemmeno un cucciolo che sembra solo.
  • Tenete i cani lontani dalle volpi e dalle loro tane.

Malattie: la rogna e la rabbia

Una volpe con ampie zone senza pelo, croste e un aspetto magro è probabilmente colpita dalla rogna sarcoptica, causata da un acaro che scava gallerie nella pelle. Come spiega la guida dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, il parassita può colpire anche il cane e, in modo di solito lieve, l'uomo. Per questo è bene non toccare volpi morte o malate senza guanti, segnalare il caso ai servizi veterinari dell'ASL e portare dal veterinario il cane che si gratta spesso o perde pelo.

Quanto alla rabbia, l'Italia è tornata indenne nel 2013, due anni dopo l'ultimo caso accertato del febbraio 2011. Tra le misure applicate in diverse aree del Nord-Est c'è stato un ampio piano di vaccinazione orale antirabbica delle volpi, cofinanziato dall'Unione europea.

Domande frequenti

La volpe è pericolosa per l'uomo?

Di norma no: è un animale schivo che tende a fuggire. I problemi nascono soprattutto quando viene nutrita e perde la diffidenza. Non va mai toccata né avvicinata.

Quanto vive una volpe in natura?

Potenzialmente fino a circa 10 anni, ma pochissime superano i 6: l'età media è di poco superiore a un anno, a causa della forte mortalità giovanile, delle malattie e degli incidenti.

Le volpi vanno in letargo?

No, la volpe resta attiva tutto l'anno. Anzi, proprio in inverno vive uno dei momenti più intensi, con la stagione degli amori tra gennaio e febbraio.

Cosa fare se si trova un cucciolo di volpe da solo?

Non prenderlo e non toccarlo: la madre può trovarsi nei dintorni e, se si sente disturbata, può spostare i piccoli altrove. Se il cucciolo sembra ferito o in pericolo, è meglio chiedere aiuto a un centro di recupero della fauna selvatica.

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